Comune di Urbe

LE FRAZIONI

OLBA S. PIETRO

Sorge alla confluenza dell'Orbarina nell'Orba. Una zona estremamente importante e strategica perché crocevia di antichissimi sentieri, che, seguendo il percorso dei due fiumi, portano al Passo del Faiallo e al Beigua. 
Il centro storico della Piazza si articola con le sue antiche case, un tempo più basse e ricoperte di scandole, intorno alla Chiesa dedicata a S. Pietro, Parrocchia dal 1683. Nelle sue absidi è inglobata parte della primitiva cappella. In alto sulla destra, è stata restaurata la scritta "vade retro satanas", che la tradizione vuole rivolta all'esercito sabaudo quando nel 1625 seminò rovina nella vallata. La Chiesa, un tempo "a capanna", porta sulla facciata la statua del Santo Patrono; al suo interno si conserva un prezioso organo e il grande crocefisso ligneo, tipico della religiosità ligure, sovrasta l' altare. La sua unica grande navata è stata interamente affrescata nel 1909 dal pittore Stura di Torino. Quattro grandi tele sulle pareti riportano i momenti più significativi della vita di S. Pietro.
A lato della Chiesa, la Canonica con l' antica Madonna; al suo fianco l' elegante palazzo, un tempo affrescato, prima sede del Comune. 
Sulla Piazza, la caratteristica pietra a "Menhir".
Dalla Piazza, lungo la "Rivetta", prima di giungere alla Ferriera, troviamo l'Oratorio dedicato alla SS. Vergine Immacolata e ai Santi Apostoli Giacomo e Filippo. L' anno della sua costruzione risale al 1721 e termina il 1731. Nel 1741 nasce la Confraternita e l' Oratorio diventa il centro organizzativo della vita religiosa della Parrocchia. La settimana Santa era il momento celebrativo più intenso: il Giovedì Santo, i Confratelli rinnovavano l' antico rituale della lavanda dei piedi e la sera del Venerdì Santo accompagnavano in processione Gesù deposto dalla croce lungo le strade del paese, rischiarato dalla caratteristica illuminazione. Fortemente danneggiato negli anni '70 - distrutti il coro ligneo, l'antico portone e parzialmente danneggiato l'affresco della facciata -, viene restaurato nella primavera del 1999 e restituito alla Comunità nella sua austera bellezza. Restaurato anche l' affresco della facciata, al di sopra del nuovo portone, che è stato ricostruito nella sua forma originaria. 
Dall'Oratorio alle tipiche case di Villa di Mezzo e, finalmente, al Borgo della Ferriera: il centro storico più caratteristico dell' Alta Valle dell' Orba, grazie alla grande casa Vassallo che, imponente e affrescata, sovrasta le case, le quali racchiudono la Piazza, e grazie al grande ponte di pietra a tre arcate sull' Orba, parte integrante dello sviluppo urbanistico del Borgo stesso. 
Dell'antica Ferriera, in attività già nel XVI° secolo e gestita poi da Nicolò Pizzorno, sono visibili e in buono stato perché recuperati i due archi di pietra, sotto i quali passavano le antiche canalizzazioni che portavano l'acqua dal lago artificiale, il "Beo", alla Ferriera e che convogliavano l'acqua nella tromba idroeolica. Del Maglietto rimane una parte del suo ingresso e sotterrato nella sua posizione originaria il maglio. 
Domina il paese l' antica cappella della Montà a forma circolare, forse sorge sulle basi di un'antica torre di origine preistorica e poi longobarda. Dal piccolo sagrato, lo sguardo coglie tutto il paese: la Piazza, la Ferriera, i due ponti sull'Orba per raggiungere la Rocca della Marasca: altra emergenza naturale, che offre, a sua volta, un'ampia panoramica della vallata.

VARA SUPERIORE

 

Sopravvivono ancora le tipiche case a capanna, sparse per i prati fino al bosco, altre si raccolgono attorno al campanile: è quanto rimane dell'antica Chiesa de11860.
Ricostruita ne11970, è dedicata a N.S. della Visitazione. 
Dal sagrato, la strada asfaltata prosegue verso la località "Ravugna", attraversando boschi di castagni, che regalano all'improvviso, proprio a lato della strada, l'incontro con un tipico seccatoio: "l'abergu". 
Proseguendo, si raggiunge la suggestiva gola dei "Canai": una vera emergenza ambientale, che offre impennate possenti di rocce, accompagnate sul fondo dal perenne scorrere dell'Orba. 
Sul crinale, il Passo del Faiallo, da dove lo sguardo può spaziare fino alla costa e cogliere l'intera città di Genova con il suo Porto Antico.


VARA INFERIORE

Le case più antiche, fortemente modificate, sono legate alla piccola Chiesa del 1828 dedicata a S. Giovanni Gualberto, che accoglie la salita che porta ai Piani di Vara, partendo, a tratti ancora fortemente acciottolata, dal mulino quasi sul greto dell' Orba. 
Dal mulino, l'antico sentiero portava alla Romana, dove era attiva già agli inizi del XVII° secolo una Ferriera, andata completamente distrutta. 
Dell'antico nucleo rimane il palazzo della famiglia Romano, i proprietari della Ferriera; al suo fianco una costruzione attualmente in profonda rovina: un tempo la Cappella di S. Alberto, il protettore dei chiodai, edificata verso i1 1600.

MARTINA

Il cuore più antico le case, ora restaurate, che salgono alla Piazza della Chiesa, lungo l'antico sentiero acciottolato, che portava al "Passu". 
Rovereto, il suo primo nome, risale al Medioevo, quando l' intera zona era ricoperta da un secolare e maestoso bosco di roveri, parte integrante della Selva dell' Orba. 
Il suo nome attuale Martina, probabilmente, deriva da S. Martino, a cui era dedicata la Cappella anch'essa di origine medioevale, luogo di ricovero per i viandanti e i pellegrini in viaggio verso il mare o dal mare alla pianura. Inglobata poi dall' attuale Chiesa a tre navate, parrocchia dal 1634 dedicata a S. Giacomo, ancora protettore dei pellegrini. 
Chiudeva la Piazza, un piccolo Oratorio edificato nel 1666 dalla Confraternita di S. Bartolomeo. Nel 1960 l'Oratorio, già in rovina, venne abbattuto per aprire la strada per Acquabianca. 
La Ferriera della Vassalla, sulla sinistra dell'Orba, distrutta dall'alluvione del 1702, attiva già nel XVII° secolo, che ora appartiene al Comune di Tiglieto: un tempo faceva parte della Martina. 
Attualmente Martina presenta uno sviluppo urbanistico rispettoso del suo centro storico, valorizzato dai suoi palazzi affrescati.

ACQUABIANCA


La più interna delle frazioni del Comune di Urbe, il cui nome evidenzia la trasparenza del Rio Baracca e del Rio Carpescio, affluenti dell' Orba. 
Probabilmente, il nucleo più antico nasce presso la Ferriera, ora appartenente al Comune di Tiglieto, alla destra del Rio Baracca, di cui si ha notizie storiche sulla fine del XVI° secolo. Intorno alla Chiesa di S. Rocco, costruita nel 1854, il centro storico attuale; le sue numerose case sparse ancora riportano la loro forma originaria. 
Da Acquabianca, percorrendo l'antica Strada del Sale, a tratti ancora fortemente acciottolata, all'antico nucleo storico di Gattazzé, ora in estrema rovina. Comprendeva la grande palazzina di caccia dei Marchesi Raggi della Badia di Tiglieto, le numerose cascine, e soprattutto l'elegante Cappella circolare interamente in pietra, un tempo ricoperta da grandi lastre ancora in pietra. Luogo di sosta prima di affrontare la salita che porta al Dente e quindi al crinale, da qui, lungo la "Canellona", al mare.