Comune di Urbe

Presentazione di Urbe

San Pietro, Martina, Acquabianca, Vara Superiore e Vara Inferiore

 

Urbe, cinque piccoli borghi e numerose case sparse immersi tra i fitti boschi e le acque cristalline dell'Alta Valle dell'Orba.

 

La Valle, che dal crinale scende fino alla pianura padana è stata da sempre una direttrice strategica: fu sfruttata già dall'uomo preistorico per tracciarvi il primo arcaico sentiero che venne ripreso e rinforzato più tardi ai tempi dei re Longobardi che fecero della dalla famosa “Selva dell'Orba” la propria riserva di caccia.

 

San Pietro, Martina, Acquabianca, Vara Inferiore e Vara Superiore sono le frazioni che costellano la Valle dove nasce il fiume Orba: antichi centri agricoli e ferriere collegate da una rete di strade e antiche mulattiere. Sentieri che ancora sopravvivono a tratti acciottolati e ancora maestosi, attraversano un fitto bosco di faggi, roveri e castagni. Martina, l'antica Rovereto proprio per il suo maestoso bosco di roveri, deve il suo nome a San Martino a cui era dedicata la sua antica cappella di origine medievale, luogo di ricovero per viandanti e pellegrini in viaggio sulla via per il mare o per la pianura, che venne poi inglobata dalla chiesa dedicata a S. Giacomo del 1634.

I borghi compatti delle frazioni si differenziano dalle tipiche case a capanna con tetto a scandole di legno sparse sui fianchi delle montagne, volutamente isolate per creare oasi di pascolo all’interno dei grandi boschi. Già nell'antichità i fianchi delle montagne ben esposti al sole vengono terrazzati con muretti di pietra a secco, e nei castagneti vengono costruiti i tipici “abergu” per l'essicazione delle castagne.

 

Il meglio conservato di questi essiccatoi si trova nella frazione di Vara lungo la strada che dal sagrato della Chiesa di N.S. Della Visitazione porta alla località “Ravugna”. Proseguendo si raggiunge la suggestiva gola dei “Canai”, dove imponenti formazioni rocciose scendono a strapiombo fino al letto del fiume Orba.

 

La grande abbondanza di acqua e legname della zona e la posizione strategica a ridosso di Genova e Savona fece sì che proprio qui già nel 1500 nascessero i primi nuclei di antiche ferriere: la materia prima, dall’Isola d'Elba giungeva al porto di Voltri e da qui, a dorso di mulo, veniva trasportata nella valle valicando il Passo del Faiallo attraverso l’antichissima Via del Sale, ora Via del Ferro, che resiste ancora in parte acciottolata. Altri sentieri si aggiunsero a quelli maestri, tracciati dal passo di chi lavorava alle numerose “carbonaie” delle quali restano a testimonianza le piazzole che, improvvise, si manifestano ancora sulle montagne.

 

Nel borgo di San Pietro l'antico nucleo della “Ferriera” è ancora ben riconoscibile: gli edifici e manufatti più antichi e significativi si concentrano intorno alla direttrice principale che dalla piazza del paese porta al ponte medievale in pietra a tre arcate. Domina il paese l'antica cappella della Montà di forma circolare, che forse sorge sulle basi di un'antica torre di origine preistorica e poi longobarda. Dal piccolo sagrato lo sguardo coglie tutto il paese: la piazza, la Ferriera, i ponti sull'Orba per raggiungere la Rocca della Marasca, emergenza naturale che offre a sua volta un'ampia panoramica della vallata.

 

Le antiche mulattiere che si snodano a valle dell'Alta Via dei Monti Liguri offrono ora agli appassionati del trekking e delle escursioni, una fitta rete sentieristica per esplorare la Valle alla scoperta di antiche case ora abbandonate e riconquistate dal bosco. La più affascinante è sicuramente la Gattazzè, grande palazzina di caccia dei Marchesi Raggi dell'Abbazia di Tiglieto e soprattutto l'elegante cappella circolare interamente in pietra ancora ben conservata, luogo di sosta prima di affrontare la salita che da Acquabianca porta al Dente e quindi al crinale sull'Alta Via.

I vari corsi d'acqua che confluiscono nell'Orba creano in vari tratti limpidi laghetti e cascatelle in cui potersi rinfrescare durante la stagione estiva. L'Orba, nel suo tratto fra San Pietro e Martina, con le sue acque impetuose è invece molto amato da chi pratica il kayak.

Lungo il corso dell'Orbarina e presso l'area picnic attrezzata del Lago dell' Antenna è possibile ammirare particolari formazioni rocciose sulle quali sono state aperte e chiodate recentemente alcune vie di arrampicata sportiva.

Le abbondanti nevicate invernali permettono piacevoli ciaspolate immersi nella natura: se da Urbe si risale fino al Reixa, nelle giornate di sole si può addirittura ciaspolare affacciati sul mare. Vari esercizi commerciali sparsi sul territorio offrono la possibilità di affittare ciaspole e mountain bike.

 

Feste e Manifestazioni:

 

San Pietro – 29 giugno – festa patronale di San Pietro

San Gualberto – 12 luglio – festa patronale di Vara Inferiore

San Giacomo – 25 luglio – festa patronale di Martina

San Rocco – 16 agosto – festa patronale di Acquabianca

Processione dei Cristi – agosto – Vara Superiore

Festival del Faiallo – luglio – musica rock di band emergenti

Sagra dei Cacciatori – agosto – San Pietro

Sagra della Battulla – agosto - Acquabianca

Sagra del Castrato – 1 sabato di agosto – Vara Superiore

Sagra del Prebuggiùn – agosto – Vara Inferiore

Castagnate – ottobre

 

 

Piatti tipici:

 

Zrarìa: piatto elaborato e sostanzioso che si ottiene dalla lavorazione di carne di maiale, storicamente si prepara durante il periodo invernale lasciando raffreddare il brodo sui davanzali delle finestre. Il nome deriva appunto da “gelo”, “freddo” in dialetto urbasco. Nel 2014 è stato presentato al Salone del Gusto ed inserito nel paniere Slow Food.

Battulla: un tipo di polenta di legumi servita fritta e croccante con una crema di formaggio fuso. Si può degustare durante la Sagra della Batulla che si tiene ad agosto nella frazione di Acquabianca.

Castagne: si trovano abbondanti nei boschi della valle e sono un elemento base nella dieta locale, sia nei piatti salati che in quelli dolci. Numerose Sagre vengono organizzate in ottobre nelle frazioni, tra cui le più importanti sono quella di San Pietro e di Vara Inferiore.

Funghi: si trovano abbondanti nei boschi della valle e sono un elemento base nella dieta locale, come accompagnamento di vari piatti e non.

Cinghiale e selvaggina: la caccia, fuori dai confini del Parco del Beigua, è sempre stata praticata fin dall'antichità. La selvaggina fa così parte di molte ricette di piatti tipici. Ad agosto nella frazione di San Pietro viene organizzata ogni anno la famosa Sagra del Cacciatore.

Stoccafisso e Acciughe: essendo da sempre zona di passaggio per gli scambi commerciali tra Genova e la pianura, tradizionalmente si è sviluppato il consumo di pesci essiccati o sotto sale.